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Il Tlahmachayatl: alla scoperta di un capolavoro tessile mesoamericano a Roma

Materiali e tecniche in un tessile impiumato messicano presso il Museo delle Civiltà, Roma: un approccio multifocale (TexMex)

Nascosto tra le meraviglie artistiche del Museo delle Civiltà a Roma, si cela un oggetto straordinario che racconta la grandezza delle civiltà indigene d’America: il Tlahmachayatl, un raro tessuto mesoamericano adornato di piume, testimone di una tradizione artigianale unica nel suo genere. Il Tlahmachayatl non è solo un’opera d’arte, ma un frammento tangibile di un sapere ancestrale che intreccia tessitura e decorazione piumata, una pratica sacra che affonda le radici nelle culture mesoamericane. Questo manufatto rappresenta una testimonianza materiale dell’elevato livello tecnico e artistico raggiunto dalle civiltà precolombiane nella lavorazione tessile.

Il Progetto di ricerca

Il progetto di ricerca “Materiali e tecniche in un tessile piumato messicano presso il Museo delle Civiltà: un approccio multifocale (TexMex)” ci conduce nel cuore del patrimonio tessile mesoamericano. Diretto da Valeria Bellomia, assegnista di ricerca presso il Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, questo studio si concentra sull’analisi di un raro esempio di tessuto impiumato del periodo coloniale (tlahmachayatl), oggi custodito al Museo delle Civiltà di Roma.

Questo progetto fa parte di un’iniziativa più ampia dedicata alla valorizzazione e alla cura condivisa del patrimonio indigeno conservato al Museo delle Civiltà, in collaborazione con la Missione Etnologica Italiana in Messico, Centro di Ricerca della Sapienza Università di Roma. Per approfondire, visita il sito ufficiale: MEIM – Missione Etnologica Italiana in Messico.

Scopri di più sulla MEIM

 Scopri di più sulla MEIM: La Missione Etnologica Italiana in Messico è un centro di ricerca del Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo della Sapienza Università di Roma che da oltre cinquant’anni svolge indagini etnografiche presso numerose comunità native del Messico, studiandone i più diversi aspetti culturali e sociali, grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La MEIM è costituita da un gruppo di docenti, ricercatori e studenti di dottorato e di laurea magistrale per lo più operanti presso la Sapienza Università di Roma. Guidata per i primi vent’anni dal suo fondatore Italo Signorini, dal 1998 è diretta da Alessandro Lupo e persegue tra i suoi obiettivi la documentazione, lo studio e la valorizzazione della cultura dei popoli originari del Messico. Alla ricerca etnografica e alla produzione scientifica affianca attività didattiche, divulgative e museografiche.

    Il tessuto impiumato: tecniche e elementi iconografici

    (da Bellomia, Valeria 2024, El Tlahmachayatl. Un textil emplumado mesoamericano en Roma, in Arqueología Mexicana, 30.189, pp. 62-67)

    Il tessuto è costituito da una tela base di lana, lavorata con una tecnica di tessitura che ne garantisce stabilità, resistenza e flessibilità e arricchito da motivi decorativi dati da una trama supplementare policroma in seta, lana e cotone ritorto con piumino di uccello, rinomata tecnica tessile di origine preispanica.

    Il motivo dominante è l’aquila bicefala che si ripete nei tre teli intorno alla raffigurazione centrale. Altri elementi decorativi aviformi, antropomorfi e a soggetto vegetale, disposti su registri molto ravvicinati, creano un fitto insieme di ornamentazioni. L’intero manufatto è rifinito da un orlo a riquadri policromi tessuti ad arazzo e impiumati.

    Contesto storico e funzioni nel tempo

    Il Tlahmachayatl potrebbe aver avuto una funzione cerimoniale o appartenere a un corredo rituale. Nell’arte mesoamericana, i tessuti piumati erano associati all’élite, spesso utilizzati come pagamento di tributi, o indossati come marcatori di status.

    L’analisi storica attesta che l’oggetto arrivò a Roma nella seconda metà del XIX secolo per mano di Carlos María Colina y Rubio, vescovo di Tlaxcala (Messico) ma è verosimile che la sua manifattura risalga a epoche precedenti, sempre in contesto coloniale. Ciò lo rende un oggetto ibrido di grande valore, capace di raccontare le contraddizioni ma anche le innovazioni creative delle popolazioni indigene durante il turbolento periodo coloniale.

    Tlahmachayatl

    Bibliografia
    Bellomia, Valeria 2024, El Tlahmachayatl. Un textil emplumado mesoamericano en Roma, in Arqueología Mexicana, 30.189, pp. 62-67.

    Una diagnostica multidisciplinare

    Grazie al supporto della European Research Infrastructure for Heritage Science (ERIHS-IT), nel 2022 un team di esperti ha avviato un ambizioso programma di analisi scientifiche volto a svelare i segreti della manifattura di questo prezioso manto. L’obiettivo principale è lo studio approfondito dei materiali, delle tecniche di lavorazione e dei procedimenti artigianali impiegati, attraverso metodologie d’indagine all’avanguardia.

    Tlahmachayatl dettaglio

    In particolare, il team di ricerca si avvale di tecniche di analisi non invasive per esaminare la struttura delle fibre tessili e i processi di realizzazione del Tlahmachayatl, con particolare attenzione ai coloranti impiegati e alla peculiare tecnica di inserimento delle piume nella trama del tessuto. Quest’ultima, di origine preispanica e tipica dell’area mesoamericana, costituisce un aspetto di grande interesse per comprendere l’evoluzione delle tradizioni tessili indigene e la loro raffinata maestria artigianale.

    L’analisi del tessuto è stata condotta direttamente in situ attraverso un approccio multimodale non invasivo, che ha permesso di identificare la composizione dei materiali e le tecniche di manifattura. Tale metodo si basa sull’integrazione di analisi puntuali – tra cui spettroscopia XRF, FTIR a riflessione esterna nel medio infrarosso, Raman, UV-Vis-NIR a riflettanza e fluorescenza – con tecniche di imaging avanzate, come l’imaging iperspettrale nel visibile e nel SWIR (Short-Wave Infrared). Questo approccio ha consentito di associare l’identificazione dei componenti chimici con la loro distribuzione spaziale sul manufatto.

    Bibliografia
    Valeria Bellomia, David Buti, Brenda Doherty, Francesca Sabatini, Francesca Rosi, Laura Cartechini, Claudia Caliri, Davide Domenici “Colorful wefts. Detecting natural dyes in a feathered textile from New Spain” poster presentato alla 29ª European Maya Conference Colors in Mesoamerica, Perugia 7-13 ottobre 2024; Bellomia, V., D. Buti, B. Doherty, D. Domenici, I. Fiore, F.Rosi, L. Cartechini, C. Caliri, L. Paderni F. Sabatini, in preparazione Weaving hybridity. Interdisciplinary study of a Mexican colonial feathered textile (tlahmachayatl)

    Tecnologia e condivisione culturale

    Un aspetto innovativo del progetto di studio del tlahmachayatl è l’acquisizione digitale del manufatto, che avverrà in collaborazione con l’ISPC-CNR nell’ambito del progetto PRIN Knowledge of Things: Reassessing the Indigenous American Heritage in Italy (KNOT) 

    Questo lavoro permetterà di far conoscere il prezioso manufatto tessile a un vasto pubblico attraverso il web, consentendone soprattutto una restituzione virtuale alle comunità d’origine in Messico. L’acquisizione digitale mediante le più avanzate tecnologie non solo favorisce la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, ma può anche promuovere un dialogo attivo con le popolazioni che hanno dato vita a queste straordinarie tradizioni artigianali. È fondamentale, infatti, riflettere sul ruolo importantissimo delle nuove tecnologie applicate alla valorizzazione del patrimonio tessile mondiale, in modo da renderlo accessibile a distanza non solo agli stessi membri di quelle comunità, ideali discendenti di coloro che realizzarono i manufatti tessili antichi, ma anche, allo stesso tempo, condividerlo con gli artisti locali contemporanei del tessile, i quali possono trarre ispirazione dagli oggetti identitari del loro patrimonio culturale.

    Le ricerche su questo eccezionale manufatto contribuiranno a una maggiore comprensione delle tecniche tessili mesoamericane, fornendo al contempo informazioni fondamentali per la conservazione e la valorizzazione di questi rari tessuti storici. In quest’ottica, TexMex non è solo un progetto scientifico, ma anche un ponte tra istituzioni museali, laboratori di ricerca e comunità indigene, con l’obiettivo di condividere e preservare un’eredità culturale di inestimabile valore.

    Il team di ricerca

    • Responsabile del progetto (PI): Valeria Bellomia (Sapienza Università di Roma)
    • Partecipanti: Loretta Paderni (Museo delle Civiltà); Davide Domenici (Università di Bologna); Ivana Fiore (Sapienza Università di Roma); David Buti (CNR ISPC); Claudia Caliri (CNR ISPC); Giulia Privitera (CNR ISPC); Laura Cartechini (CNR SCITEC); Brenda Doherty (CNR SCITEC); Francesca Rosi (CNR SCITEC); Francesca Sabatini (CNR SCITEC)

    Researcher Profiles